Leadership pirata!

Credits: Giovanni Rasoti
Mag 25, 2017

Leadership pirata!

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Quando per la prima volta mi sono ritrovato a dover gestire oltre al cibo anche le persone, inizialmente ho avuto qualche difficoltà.

Andai in libreria e presi un libro di management e gestione risorse umane, lo lessi e mi appassionai all’argomento. Ogni giorno mettevo in pratica quello che leggevo, cercando riscontro di quello che era stato scritto per aziende enormi e per persone molto distanti da me e dal mio lavoro. Finito quel libro continuai ad approfondire l’argomento, prendendo sempre più consapevolezza del valore del mio Team, della delicatezza necessaria alla sua gestione, dell’importanza di trovare una sinergia fra autorevolezza e coinvolgimento se si vogliono ottenere grandi risultati.

Le grandi aziende specializzate in vendite e marketing hanno Manager che vengono sottoposti a corsi di formazione per poter a loro volta formare il personale, motivarlo e stimolarlo, ma nella ristorazione spesso e volentieri ci si ritrova ad improvvisarsi nel proprio ruolo di gestione, e questo spesso porta a difficoltà nell’interagire col proprio staff e a mancanza di serenità nel vivere il proprio ruolo.

Ci sono tantissimi libri che parlano di gestione del personale, di Management, di Leadership, di Coaching, ma nessuno che parli di questi principi applicati al mondo della ristorazione. Credo che ci sia bisogno di dare un’infarinatura sull’argomento a chi si ritrova in un ruolo di Manager in un ristorante, in sala o cucina che sia, ruolo probabilmente meritato e sudato, ma di cui pochi comprendono lo scopo primario: la gestione e la motivazione del personale.

La promozione a Chef o Maître è il momento esatto in cui passi da fare a far fare, il che è molto più complicato di quello che sembra!

Qualunque sia la tipologia di cucina o il livello del ristorante, una cosa sopra tutte conta al fine del buon funzionamento di un locale: il Team, il cuore pulsante del ristorante.

Nella ristorazione i dipendenti lavorano in media ¾  in più rispetto al loro orario contrattuale. C’è chi lo fa per soldi, chi per passione, resta il fatto che sono persone che hanno sempre il piede sull’acceleratore al massimo, sono spesso stanche o nervose, difficili da gestire e organizzare per via della loro vita frenetica e stressante.

I ritmi spesso sono già serrati una cosa chiesta in più, se non analizzata, motivata e incastrata a pennello come un mattoncino di Tetris, un approccio sbagliato, una richiesta fuori luogo o un momento di difficoltà aziendale possono essere l’inizio della fine di una brigata di sala o di cucina.

È importante capire come gestire il personale, come motivarlo e fare in modo che ogni persona si senta parte del sistema, e per fare questo occorre una figura importantissima in ogni azienda: Il Leader.

Lo Chef e il Maitre sono veri e propri Change Leader, ovvero coloro che trainano verso il cambiamento continuo, coloro che motivano, che fanno in modo che i propri collaboratori si sentano stimolati, si sentano parte della crescita del ristorante, anche se realmente il loro nome o la loro faccia non verrà mai esposta al pubblico, sono coloro che creano quella che in leadership viene chiamata Vision, cioè un obiettivo comune che sia di stimolo e che spinga tutti a concentrare le energie verso un unico fine.

La filosofia di Team nella quale credo è molto simile a quella di una nave pirata. Lo so, fa ridere, ma se analizziamo la cosa vediamo che fra pirati ogni persona è accettata per quello che è, ogni membro dell’equipaggio ha l’opportunità di essere innanzitutto una persona e contribuire come tale all’esistenza della nave, coi propri pregi e i propri difetti.

Tutti quanti seguono le direttive del Capitano, ma non hanno regole troppo rigide, a differenza della Marina. Che la meta sia un oggetto misterioso o tesori nascosti, nella loro anarchia organizzata questi riescono a collaborare verso un unico obbiettivo, quello dettato dal Capitano, il Leader, che ha il dono di far credere tutta la ciurma  in qualcosa, spesso in qualcosa di  apparentemente inesistente.

Lui stesso ci crede così tanto da trasmettere la sua passione agli altri. Ogni ciurma è diversa ed ogni Capitano è diverso, ma se partiamo dall’accettazione delle persone come individui, crediamo in un obiettivo e trasmettiamo i nostri valori alla nostra brigata…bhè magari qualche tesoro nascosto lo troveremo e sicuramente la navigazione sarà più piacevole per tutti.

 


DSC_9141-12L’Autore. Simone Cipriani, classe 1985 è nato a Livorno e cresciuto nei pressi di Firenze. Ha iniziato la sua gavetta a 15 anni durante la scuola, lavorato in ristoranti stellati e alberghi 5 stelle in Italia, fatto esperienze in Spagna, America e Giappone. Simone è Chef patron del ristorante Essenziale a Firenze, un piccolo ristorante dove tramite l’utilizzo di ingredienti poveri, la tecnica e la creatività cerca di reinterpretare in maniera contemporanea la cucina italiana, dando nuove forme e contaminazioni, nel rispetto della tradizione.
Photocredit: Giovanni Rasoti

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