Arabia Saudita: Saudi Vision 2030

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Giu 08, 2017

Arabia Saudita: Saudi Vision 2030

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Riyadh, capitale del Regno dell’Arabia Saudita, era in gran fermento durante la mia ultima visita.

La monarchia wahabita era pronta ad accogliere il presidente degli Stati Uniti che, per dare un primo scossone al confuso scenario mediorientale, ha scelto di visitare l’Arabia Saudita. Bandiere a stelle e strisce e cartelloni celebrativi spuntavano ad ogni incrocio. Sotto le immagini di Trump e del Re saudita Salman campeggiava la scritta together we prevail, minaccioso messaggio di unità e veemenza.

Da questo incontro, celebrato in Arabia come un rinnovato segnale di amicizia fra i due paesi dopo gli anni difficili dell’amministrazione Obama, è iniziato il processo di trumpizzazione del Medio Oriente: uno sconvolgimento dei rapporti nella regione che avrà conseguenze politiche ed economiche anche per il nostro Paese.

Infatti, gli interessi commerciali italiani in Arabia Saudita sono tutt’altro che marginali.
L’edificio simbolo dello skyline di Riyadh, la Kingdom Tower di proprietà del miliardario Waleed Bin Talal, è stato realizzato dalla nostra Salini Impregilo, attualmente impegnata anche nella costruzione della metropolitana cittadina. In totale, sono circa un centinaio le grandi imprese italiane presenti, autonomamente o tramite accordi di JV con partner locali, mentre non si contano le PMI che hanno interessi nel paese.
I principali settori di interesse sono: petrolchimico, infrastrutture, difesa, costruzioni, sanità ed energie rinnovabili.

Le relazioni economiche tra Roma e Riyadh sono destinate a rafforzarsi ulteriormente grazie al processo di riforme saudita denominato “Vision 2030” che ha l’obiettivo di liberalizzare e diversificare l’economia, riducendo la dipendenza dagli introiti petroliferi. Attraverso questo nuovo non-oil plan, l’Arabia Saudita punta, inoltre, a entrare nella top 15 mondiale degli Stati per PIL, a contenere il tasso di disoccupazione entro il 7%, a portare al 30% la quota di partecipazione femminile nel mercato del lavoro e a creare un fondo sovrano di investimento pubblico del valore di 1.600 miliardi di euro.

“Vision 2030” si concentra anche sul miglioramento dell’offerta culturale e di intrattenimento con l’obiettivo di incrementare la spesa delle famiglie saudite dal 2,9% al 6% del PIL in entrambi i segmenti e soddisfare così le aspettative della popolazione, costituita per il 57% da giovani al di sotto dei 25 anni.

Il compito delle imprese italiane è quello di saper cogliere le numerose opportunità che l’Arabia Saudita può offrire.

Foto: Exportaly

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